Prendo spunto da un’e-mail arrivata in questi giorni, scritta da una persona interessata a iscriversi al Ciclo Formazione Formatori che si interroga sulle possibilità di trovare occupazione come formatore e sulle opportunità offerte dal Master rispetto all’inserimento nel mercato del lavoro.

Decidere di frequentare un master è una scelta costosa: costa denaro e costa tempo, impegno, energia. Chi si iscrive a un master, quindi, è disposto a sostenere dei costi a fronte di un vantaggio che deve poter essere misurato in termini di competenze acquisite e di opportunità professionali.

Ad ogni nuova edizione del CFF, arriva la fatidica domanda: “Se mi iscrivo, troverò lavoro?”
La risposta, in questi casi, è sintetica e diretta: “Se ti iscrivi a un master per trovare lavoro, non ti iscrivere”.

Per spiegare questa risposta, utilizzerò alcuni dei dati emersi dall’Indagine sulla soddisfazione, realizzata su tutti gli Alumni del CFF in occasione del festeggiamento dei 20 anni di attività.

L’Indagine sulla soddisfazione

L’interesse per il CFF è sempre stato legato all’approccio metodologico del master, centrato sulla dimensione esperienziale e sull’evoluzione della persona e delle sue competenze. Frequentare il master, in genere, non porta soltanto nuove competenze ma sollecita un cambiamento profondo del proprio modo di porsi rispetto al lavoro e una messa in discussione del proprio stile di relazione e di comunicazione. Questa impostazione, insieme alla qualità dei contenuti e dello staff docente, è spesso alla base della scelta di iscriversi.

La scelta del CFF

Rispetto al tema del lavoro, guardo sempre con sospetto quei master, pur prestigiosi, che promettono opportunità di impiego, salvo poi smentirle nei fatti. Nessun master e nessuna organizzazione impegnata nel campo della formazione, neanche l’università, sono in grado di garantire l’inserimento dei propri allievi nel mondo del lavoro. Ma è pur vero che chi organizza un master deve porsi il problema del lavoro, favorendo lo sviluppo di competenze spendibili e orientando concretamente al mondo del lavoro.

Il grafico che segue illustra questo tema in maniera chiara: per alcuni il CFF è stato abbastanza utile per trovare lavoro (4,5 su 10) ma è stato certamente più utile per orientarsi nel mondo del lavoro, per sviluppare nuove competenze personali e professionali e per creare occasioni di confronto e una rete di contatti, indispensabili per trovare lavoro.

Il livello di soddisfazione

In oltre vent’anni di attività, il CFF ha aiutato tante persone ad avvicinarsi e a entrare nel mondo del lavoro, ponendosi come un riferimento serio, che non ha bisogno di fare false promesse. Gli indici di soddisfazione ci confermano che il valore del master è apprezzato e riconosciuto.

L'indice di soddisfazione

In occasione dell’Open Day 2012, Armando Celico e Denise Raccis hanno raccontato la propria esperienza con il CFF e quanto questa sia stata utile per entrare nel mercato del lavoro.
Ciò che ci rende più contenti è il fatto che gli Alumni del CFF siano i nostri migliori testimonial e costituiscano, a tutt’oggi, il nostro più importante veicolo di promozione e di successo.

Consiglierei il CFF

Malgrado l’elevato livello di soddisfazione, siamo consapevoli delle difficoltà oggettive poste da un mercato del lavoro sempre più chiuso e selettivo e dei dubbi che, giustamente, accompagnano la scelta di chi si avvicina a un percorso formativo oneroso e impegnativo. Da parte nostra cerchiamo di fare il possibile per aiutare le persone a scegliere in maniera consapevole e ad acquisire tutte le informazioni necessarie per fare questa scelta con serenità e motivazione.

Anche per questo abbiamo inaugurato una serie di webinar di presentazione, attraverso i quali è possibile conoscere il CFF più da vicino e porre, in tempo reale, le proprie domande allo staff del master. Speriamo, anche in questo modo, di continuare a mantenere alto il livello di soddisfazione delle persone che si rivolgono a noi.